Hawaii: Oahu e Maui in 8 giorni – Prima parte

Aug 26, 2020 | Viaggi

Le Hawaii possono sembrare un sogno che si avvera: questa serie di isole poste dall’altra parte del mondo che sembrano cosí irraggiungibili e surreali. In effetti per me è stato un po’ un sogno che si è avverato, d’altronde chi non ha desiderato almeno una volta nella vita visitare le Hawaii?

Grazie all’esperienza di aupair negli Stati Uniti, ho passato un anno a San Francisco come ragazza alla pari e, avendo a disposizione due settimane di vacanza l’anno, ho deciso, lo scorso novembre, di concedermi un viaggio alle Hawaii per il mio 23esimo compleanno.

In questo primo articolo sulle Hawaii vi racconterò l’itinerario di viaggio che io e la mia amica abbiamo intrapreso nei primi tre giorni della nostra avventura, per poi proseguire con la seconda parte in un secondo articolo con gli ultimi cinque giorni e con i dettagli dei costi dei nostri otto giorni tra Oahu e Maui.

Vi avviso: il nostro è stato un viaggio low cost e chi dice che le Hawaii sono costose… bé, un po’ ha ragione, ma ci sono comunque dei modi per poter risparmiare e poter godere di una bella avventura senza dover investire capitali.

Le Hawaii è stato uno dei viaggi meglio riusciti nella mia vita, quasi nulla è andato storto e una volta sull’aereo verso il volo di ritorno per San Francisco, c’era proprio la soddisfazione di un viaggio fatto come si deve. Per questo motivo ho deciso di condividere la mia esperienza con voi, affinché possiate sfruttare al massimo l’opportunità per visitare queste meravigliose isole.

Innanzitutto, è importante decidere dove andare alle Hawaii, essendo un arcipelago formato da otto isole principali. Ci attirava molto Kauai, ma avendo i giorni abbastanza contati, abbiamo dovuto rinunciarci, optando per Oahu, dove è situata Honolulu, e Maui, famosa per il Road to Hana. Abbiamo scelto queste isole per due semplici motivi: Oahu per lo Stairway to Heaven, uno degli hiking più sensazionali che abbia mai fatto in vita mia di cui vi parlerò in questo post; Maui, definita dai Californiani che ci ospitavano, un’isola selvaggia e meno turistica rispetto alla zona di Honolulu. Noi ricercavamo proprio questo, meno turismo e più avventura. D’altronde per godersi delle belle spiagge non serve andare molto lontano per noi italiani, se volevamo andare dall’altra parte del mondo era perchè volevamo qualcosa di unico e introvabile. E cosí è stato.

 

Giorno 1: Arrivo a Oahu

Partiamo il primo giorno la mattina presto da San Francisco e dopo 5 ore e mezza di volo con United Airlines atterriamo all’aeroporto di Honolulu a mezzogiorno e mezzo.

Qui ci aspetta il nostro fantastico couchsurfer, il quale viene a prenderci all’aeroporto e accompagna a casa per riporre gli zaini. Il suo nome è Keanu, consigliatissimo sia per la disponibilità e l’ospitalità, che per tutte le informazioni riguardo l’isola.

Successivamente ci accompagna alla spiaggia Moana, dove ci rilassiamo per riprenderci un attimo dal volo. Spiaggia chiara e acque cristalline, tempo meraviglioso e sole che emana energia e vitalità. Nonostante la zona turistica, la spiaggia è veramente piacevole.

Dopo qualche ora sotto il sole di Moana decidiamo di passeggiare verso Waikiki, spiaggia molto famosa a Honolulu. Molto carina.. e molto turistica, ma comunque è difficile dire di no a una bella spiaggia.

Nel tardo pomeriggio decidiamo di prendere un Uber per raggiungere il Diamonds Head, un piccolo hiking dove si può ammirare Honolulu dall’alto e godersi un favoloso tramonto, all’orario giusto. Tra andata e ritorno, ci abbiamo messo circa un’ora di camminata, difficoltà: facile.

Scese dalla collina abbiamo preso un bus che ci ha riportate in città, dove abbiamo cenato e passeggiato sulla spiaggia di Waikiki al chiaro di luna per poi tornare nel nostro alloggio offerto da Keanu.

 

Giorno 2: Pearl Harbor e Stairway to Heaven

Il mood vacanza è cominciato e terminato il primo giorno, poiché nel giorno due ci aspettava una giornata piuttosto impegnativa. Sveglia all’alba per raggiungere con un Uber il porto di Pear Harbor. Solitamente il prezzo di ingresso è di 72$ a persona, ma se arrivate prima dell’apertura, non dovete pagare alcun costo, così ci presentiamo al porto alle sette di mattina, potendo visitare Pearl Harbor gratuitamente.

Consiglio di fare altrettanto. A meno che non siate dei veri appassionati della seconda guerra mondiale, il prezzo è abbastanza alto per visitare solamente il porto, il memorial e un piccolissimo museo.

Dopo un paio d’ore passate immerse nella storia, chiamiamo un altro Uber per avviarci verso uno degli hiking più difficili che abbia mai portato a termine.

Lo Stairway to Heaven, o le scale Haʻikū, è un ripido sentiero composto da 3922 gradini. Dichiarata illegale nel 1987 perché ritenuta troppo pericolosa, oggi giorno non è più possibile intraprendere la scalinata, ma, come tutte le cose illegali negli Stati Uniti, c’è sempre un modo per raggirare il sistema.

C’è infatti una via alternativa (totalmente legale, ma comunque pericolosa) per raggiungere la cima della scalinata, arrivando dalla parte opposta delle montagne.

Grazie al nostro couchsurfer otteniamo l’indirizzo, che non eravamo riuscite a trovare online.

Il punto di partenza è: Moanalua Valley Neightborhood Park 1857 Ala Aolani Street.

Arrivate all’indirizzo indicato, superiamo un piccolo parco giochi e seguiamo il sentiero. Ignare delle successive sette ore di hiking ad altezze vertiginose che ci aspettavano.

Vi consiglio di essere fisicamente e mentalmente preparati, poiché la strada tra andata e ritorno è lunga e pericolosa. Verso la metà troverete poste delle corde per aiutarvi a scalare le montagne. Le altezze sono parecchio alte, verso la cima ho cominciato a sentire qualche giramento di testa, e bisogna fare molta attenzione al ciglio del sentiero, molto ripido. Detto questo non voglio spaventarvi, ma prepararvi. Anche se la difficoltà dell’hiking è abbastanza alta, con tanto coraggio e buona volontà è possibile riuscire nell’impresa.

E vedrete che ne varrà assolutamente la pena! Oltre alla soddisfazione di essere arrivati in cima ed essere pure riscesi, assisterete a paesaggi spettacolari e una volta tornati sarete grati di poter raccontare un’avventura simile.

Vi consiglio di portare con voi abbastanza cibo e acqua, non avendone a disposizione durante la scalata e di non affrontare il percorso soli o quanto meno, avvisare qualcuno a quello di cui state andando incontro.

La prima ora e mezza, circa, del percorso è in piano, poi, vi troverete davanti a un cartello giallo, superatelo e di conseguenza, superate il fosso che troverete davanti e continuate. Da qui si comincia rapidamente a salire. Noi credevamo di aver sbagliato strada da quanto stava diventando ripido e “meno sentiero”, ma voi fidatevi e continuate. Arrivati a una serie di alberi, da li sarà tutta una scalinata fino alla cima, tra salite e arrampicate con la corda. Un vero divertimento per chi vive di avventure da brivido.

Attenzione anche al terreno bagnato e scivoloso. Noi siamo state fortunate perchè era in buone condizioni, nonostante ciò, le cadute ce le siamo viste pure noi. Ma in alcuni periodi più piovosi può diventare davvero scivoloso. Infatti immaginerete in quali condizioni siamo tornate a terra. Abbiamo chiamato di nuovo un Uber, totalmente distrutte dall’impresa, per tornare a casa del nostro couchsurfer, scusandoci delle tracce di fango lasciate nell’auto. Tempo di una doccia per poi collassare nel letto e ricaricarci per il volo del giorno successivo.

 

Giorno 3: arrivo a Maui

Il terzo giorno ci spostiamo nell’altra isola del nostro itinerario, poichè volevamo dedicarci maggiormente a Maui. Abbiamo preso un volo interno con Hawaiian Airlines da Honolulu a Kahului. Forse il volo più breve della mia vita, dalla durata di meno di un’ora (tempo di salire e riscendere, insomma). Atterriamo a Maui alle 9 di mattina, dove ci aspetta la nostra auto noleggiata con Turo, che per chi non lo conoscesse è un sito che permette di noleggiare auto da privati, senza affidarsi a compagnie le quali chiedevano fees troppo costose per il nostro budget.

Guidiamo fino alla spiaggia Baldwin. Visto il giorno precedente, volevamo prendere un attimo di relax prima di ritornare all’avventura. Spiaggia molto carina. Qui, a differenza di Honolulu, regna la calma e la tranquillità. Passato il pomeriggio in spiaggia, verso l’ora del tramonto ci dirigiamo nel centro della cittadina di Paia, che dista a circa 10 minuti. Paia a noi è piaciuta molto, negozi e cafè molto carini in stile boho e hipster, molto piacevole anche solo per una passeggiata nella via principale.

Fatta una certa ora, ci dirigiamo verso Kihei, dove ci aspetta il nostro couchsurfer per i tre giorni successivi. L’unico pallino rosso del viaggio è stata l’esperienza non troppo gradevole nell’essere ospitati da questo couchsurfer con scarse abilità igieniche, diciamo. Ma passando le giornate da prima dell’alba a dopo il tramonto in giro per l’isola, non ci siamo fatte troppi problemi.

Visto che l’orario ancora ce lo permette, andiamo a esplorare la cittadina di Kihei. Anche qui c’è piaciuta l’atmosfera con bar e locali, decisamente apprezzata per passarci una bella serata, ma comunque tranquilla.

Visto quello che ci attendeva l’indomani, siamo comunque rientrate presto per poter ricaricare abbastanza le energie.

 

 

Questa era la prima parte del nostro viaggio alle Hawaii. Se volete leggere la seconda parte e scoprire quello che l’isola di Maui ha da offrire, restate in aggiornamento sul sito. Potete seguirmi sui social network per non perdervi gli ultimi articoli.

Ci vediamo per la seconda parte. 

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